Mensa di Fassolo

LA CASA DELLA MISSIONE

La Mensa di Fassolo trova ospitalità presso la cosiddetta “casetta”, un piccolo fabbricato facente parte del complesso edilizio della Casa della Missione dei Padri Vincenziani, in Via Fassolo.

L'edificio principale di tale complesso è costituito da un palazzo patrizio, edificato verso la metà del Cinquecento dalla famiglia Di Negro, acquistato e ristrutturato per abitazione e per le opere dei missionari nel 1649. E' situato nel quartiere di Fassolo, di cui le fonti antiche parlano come di uno splendido gioiello, ricco di giardini, ville e boschetti.
Si trattava del nucleo originario del Sestiere di San Teodoro, appena fuori le mura cinquecentesche, un paese di via che, costeggiando la scogliera e la spiaggia, portava verso ponente.
Nel 1650 i missionari entrarono in possesso del palazzo e così poterono dare inizio agli esercizi spirituali, alle conferenze ai sacerdoti e ai ritiri degli Ordinandi. Quest'opera formativa si consolidò nel tempo, facendo diventare la Casa di Fassolo (così comunemente è chiamata) un punto di riferimento per il Clero della Diocesi di Genova e della Liguria.

Alcuni anni dopo l'insediamento i missionari edificarono il grande salone al piano nobile della casa, in cui si possono ammirare i busti dei più insigni benefattori, il Marchese Brignole Sale e il Cardinale Durazzo, mirabilmente raffigurato dal celebre scultore Giacomo Antonio Ponsonelli.

Tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento fu costruita la Chiesa inizialmente intitolata a San Paolo e, nel 1737, a San Vincenzo de' Paoli, proclamato santo in quell'anno.

La decorazione ad affresco e a stucco della chiesa e della sacrestia fu affidata a pittori di scuola bolognese, tra cui Jacopo Antonio Boni, autore del quadro raffigurante san Vincenzo e San Francesco di Sales. La pala dell'altare maggiore è opera di Giuseppe Bozzano. Pregevole la tela di Domenico Parodi raffigurante le nozze mistiche di Santa Caterina da Genova.

Nel 1657 la peste affliggeva Genova e gran parte d'Italia. I Missionari furono in prima fila nel soccorso materiale e spirituale degli appestati; ne morirono sette, compreso il loro Superiore Padre Stefano Blatiron.
Passata la bufera, la casa riprese il consueto lavoro di predicazione missionaria e di formazione del Clero fino alla Rivoluzione Francese.

Del 1748 è l'innalzamento della casa e la costruzione del nobilissimo scalone, ideato e donato dal Padre Gerolamo Spinola.

Con il periodo rivoluzionario e napoleonico la casa venne soppressa e ristabilita soltanto nel 1814.
Al 1852-54 risale l'edificazione delle due ali del Collegio Brignole Sale che ancora oggi sono circondate dal verde della collina di Fassolo.

Durante l'ultima guerra la chiesa e la casa furono duramente colpite dal bombardamento aereo del 2 agosto 1944, in particolare la cupola con la Gloria di san Vincenzo. Non sono ancora terminati i restauri per i quali si attendono i benefattori.